Termotecnica Pericoli punta al rilancio sul mercato indiano - TERMOTECNICA PERICOLI

Intervista al CEO di Pericoli Asia Pacific Alberto Grandoni pioniere di questa nuova sfida

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Termotecnica Pericoli punta al rilancio sul mercato indiano

26/06/2019

Intervista al CEO di Pericoli Asia Pacific Alberto Grandoni pioniere di questa nuova sfida

Pericoli Asia Pacific, la sussidiaria dell’italianissima Termotecnica Pericoli con sede in Malesia ha concluso un biennio di successi registrando numeri davvero interessanti.

Ne abbiamo parlato in un articolo che puoi leggere qui.

Il CEO Alberto Grandoni che ne tira le redini dal 2016 vuole mantenere costante la crescita che sta caratterizzando la PAP, andando soprattutto ad acquisire nuove quote di mercato in paesi ed aree geografiche che in  passato sono state lasciate in secondo piano o non sfruttate a dovere.

Tra i territori nel mirino del management Pericoli, in pole position è entrata prepotentemente l’India, paese che sta puntando molto sugli investimenti in campo agricolo sia con il settore zootecnico, nello specifico avicolo, che con le colture protette e la relativa costruzione di serre.

Abbiamo quindi fatto 4 chiacchiere con Alberto Grandoni per capire meglio qual è la situazione economica del paese, quali sono sono gli obiettivi aziendali e le prossime attività da mettere in cantiere.

Il quadro generale

Oggi il continente indiano è uno dei più grandi produttori di uova e carne di pollo al mondo. L’industria avicola in questo paese ha subito una profonda trasformazione nelle ultime due decadi: si è passati da una semplice attività di cortile ad una grande industria che coinvolge un variegato numero di attori.
Ne sono derivati, conseguentemente, grandi investimenti nell’allevamento, nelle galline ovaiole e in tutte le attività di lavorazione ad esse collegate.
I cambiamenti climatici invece, stanno mettendo in ginocchio molti agricoltori tradizionali con conseguenze davvero drammatiche[1]: il 95% dei contadini, infatti, utilizza ancora una tecnica agraria basilare: il passaggio alle colture protette permetterebbe non solo una maggiore produttività e maggiori profitti, ma anche si abbassare sensibilmente le importazioni di frutta, verdura e fiori.
Il governo indiano sta anche promuovendo ed incentivando l’agricoltura in serra, offrendo ai farmer che decidono di investire in questo tipo di attività sussidi del 50-60% del costo del progetto in base alla regione.[2]

Il cambiamento delle abitudini

In passato la carne di pollo veniva considerata dalla popolazione locale una prelibatezza accessibile solo ad un numero ristretto di persone, ma con l’aumento dell’urbanizzazione del reddito pro-capite, questo alimento sta diventando sempre più un’opzione quotidiana.
Anche il cambiamento delle abitudini alimentari, che si stanno facendo più internazionali, sta influenzando il modo di mangiare degli indiani che si stanno gradualmente convertendo ad una dieta non vegetariana e sensibilmente più variegata.
Inoltre, la carne di pollo viene preferita rispetto ad altri prodotti (come il montone o il pesce) perché considerata maggiormente igienica, disponibile tutto l’anno e ad un costo più accessibile.

Anche la domanda di fiori recisi come Gerbere, rose olandesi, garofani, gigli e verdure tipo peperoni, cetrioli, pomodori aumenta giorno dopo giorno prospettando un futuro roseo per chi decide di investire in orticoltura.

Un mercato promettente non ancora penetrato

Attualmente l’India registra un consumo pro capite di carne e uova tra i più bassi al mondo anche se comparato ad altri mercati emergenti o sviluppati. Tuttavia, la progressiva penetrazione del mercato, l’aumento della del reddito della classe media e la crescita della popolazione che entro il 2027 dovrebbe superare numericamente la Cina, fanno sì che si prevede una crescita costante nei prossimi 5 anni (2018-2023)[3].
Anche lo sviluppo del mercato di servizi alimentari, come l’apertura di ristoranti e fast-food, sta creando un impatto positivo sul consumo di carne e uova così come la diffusione di prodotti da forno che utilizzano proprio questi ingredienti nelle loro ricette.

Diamo alcuni numeri

Sistema di produzione uova: 100% gabbia (8% marroni e 92% uova bianche)
Self sufficient rate:  98%
Consumo uova pro-capite: 68 unità
Costi di produzione: 0.62$ (dollari a dozzina)
Costi per alimentazione in fattoria: 276.76 $ (dollari a tonnellata)
Numero di layers: 238.760.000 nel 2017 (206.070.000  nel 2010)[4]
Aziende produttrici di uova: 25.000 (2018)
Tonnellate di uova esportate: 12.870
Terre coltivabili:60% del totale
Terre attualmente coltivate: 82.6 milioni di ettari[5]

Di fatto Termotecnica Pericoli però era già presente in India, non si tratta di un salto nel buio, come intendete approcciare il mercato indiano rispetto al passato?

"Sì, i prodotti Pericoli sono conosciuti in India già da molto tempo. Tuttavia, la nostra presenza sul mercato è sempre avvenuta tramite intermediatri; quello che riteniamo manchi è il contatto diretto con il cliente finale e l'assistenza che solo il produttore può essere in grado di fornire
Probabilmente il motivo per cui non si è riusciti in passato a penetrare il mercato indiano ( oltretutto tra i 5 migliori mercati per PAP) è dovuto al fatto che non siamo stati in grado di interagire direttamente con il mercato e dimostrare tutto il nostro potenziale non solo come produttori di ventilatori, ma più in generale come brand.

Il nostro estrattore EOS e il sempreverde combiTERM sono probabilmente i prodotti più apprezzati nel mercato indiano, ma Pericoli è molto più di questo. Il nostro obiettivo è quello di attirare i potenziali clineti con l'intera gamma prodotto, dal ventilatore a cono al pannello evaporativo.

La nostra linea di ventilazione, circolatori ed estrattori d'aria, la nostra linea di raffrescamento e la nostra linea di accessori possono offrire valide opzioni in grado di soddisfare le molteplici esigenze dei clienti più esigenti ".

Come entra quindi in gioco la Pericoli Asia Pacific?

 

"Se mi posso dilungare con un po'd i storia, nel 2009 il Gruppo Pericoli ha deciso di affidare la gestione dei mercati dell'Asia e del Pacifico alla sua controllata Pericoli Asia Pacific, che all'interno della famiglia chiamiamo amichevolmente PAP.

PAP è localizzata in Malesia grazie alla posizione centrale nel continente asiatico. Dal 2009 è quindi molto più facile, per qualsiasi cliente in Asia, contattare direttamente Pericoli per qualsiasi necessità, dalla fase di progettazione fino alla realizzazione del progetto.

Dall'anno della sua nascita fino ad oggi, PAP ha costantemente rafforzato le sue capacità e la sua presenza sul mercato, dal 2013 ha iniziato a produrre una vasta gamma di ventilatori ed è in grado di garantire la stessa qualità dei prodotti creati nelle unità produttive italiane.
Seguiamo precisamente gli standard imposti dalla casa madre e il cliente può usufruire di un servizio di assistenza pre e post vendita completo e della professionalità dei nostri esperti.

Credo che questo costante sviluppo delle competenze e delle capacità di PAP siano ben riconosciuti dai nostri clienti, ma riteniamo che ci sia molto più da fare e molto più margine di crescita non solo in termini di penetrazione del mercato, ma anche in termini di contributo alla produzione dell'intero Gruppo.

Per il mercato indiano, sentiamo il bisogno di essere più presenti direttamente, di essere più vicini agli utenti finali, comprenderne le esigenze e fornire le nostre soluzioni. È necessario avere un accesso diretto ai farmer e ai coltivatori per massimizzare una nostra capacità tecnica ormai matura.
Una linea diretta, quindi, che va dall'End User al Designer, senza intermediari, consentendo una comunicazione chiara e completa volta a massimizzare i benefici per il Cliente in ogni fase del loro progetto.

Vogliamo lanciare un messaggio chiaro a tutti gli indiani coinvolti in agricoltura: Pericoli Asia Pacific può essere considerata il loro partner ufficiale ed esclusivo per tutto ciò che concerne la climatizzazione e possono sempre mettersi in contatto direttamente con noi per qualsiasi esigenza relativa ai prodotti Pericoli.

È tempo di far sapere al mercato chi siamo e di cosa siamo capaci ".

 

 


[1] https://news.nationalgeographic.com/2017/08/study-farmer-suicides-india-climate-change-spd/

[2] https://agricultureguruji.com

[3] Indian Poultry Market Report 2019: Industry Trends, Share, Size, Growth, Opportunity and Forecasts 2011-2018 & 2019-202

[4] /www.internationalegg.com/

[5] Fonte: wikipedia

[6] http://www.neodemos.info/geodemos/lindia-dal-2024-sara-il-paese-piu-popoloso/